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MADER è il nuovo lavoro collettivo presentato da Marta Viola e Stefania Spadoni, punto di incontro fra le rispettive produzioni Cotton Candy e Mia madre è un albero

 

Dopo BLOOD ON BLOOD, in cui le autrici univano i percorsi di malattia narrati in maniera diametralmente opposta, qui il tema condiviso è la maternità e l’idea socialmente radicata che sostiene e plasma il vissuto delle donne in età fertile. La maternità, non importa se avvenuta, vissuta, negata o immaginata, viene osservata dai due progetti che si trovano a dialogare riguardo i confini entro cui l’universo femminile viene inglobato o escluso, a seconda delle sue possibilità. L’infertilità come conseguenza della malattia, la riflessione sul concetto di scelta della maternità, la ridefinizione del ruolo della donna sono i temi toccati dalla mostra.

 

Marta Viola in "Cotton Candy" indaga il vissuto del corpo femminile che non risulta più essere performante secondo le necessità socio culturali e riflette sull’induzione al desiderio della maternità da parte del contesto di riferimento. Richieste spesso dolorose che minano la fragilità di storie che necessitano di ridefinire la propria identità.

 

Stefania Spadoni in "Mia madre è un albero" parte invece da una maternità che esiste e che la vede figlia in fuga da un legame con una madre che si riconosce in maniera totalizzante in quel ruolo. Un nodo che l’ha definita e che influenza il suo percorso alla ricerca della propria indipendenza e definizione come donna.

 

I due progetti partono da radici differenti e si uniscono in questa mostra attraverso la creazione di tre installazioni frutto del confronto e progettualità comune delle due artiste. Nascono così le tre opere in mostra: I am not what I am , Ultra Suono (installazione site specific, sound design curato da Giovanni Antonicelli) e Marea (video).

 

In mostra oltre alle immagini originali dei due progetti madri, troviamo anche gli oggetti scultura di Cotton Candy e una serie di manifesti con estratti di testo dei due libri delle autrici Cotton Candy (Yogurt Edition) e Mia madre è un albero (Chippendale Studio). 

 

La scelta del titolo MADER nasce dalla volontaria storpiatura della parola “madre” per sottolineare i differenti sguardi al percorso di vita dedicato al corpo e all’identità femminile.